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martedì 11 aprile 2017

Mozzarellando

La 2° A, insieme ai professori del corso sta lavorando al progetto “Alimentazione consapevole”.
In una prima fase, gli alunni hanno concentrato la loro attenzione sulla ricerca di notizie sui principali piatti tipici della cucina napoletana e sulla realizzazione di un ricettario che prevede per ogni piatto anche la sua storia. 
Hanno imparato a calcolare i valori nutrizionali dei vari cibi, tra cui la regina dei latticini, “la mozzarella”. 
Inoltre hanno usufruito delle fonti multimediali per osservare i processi di lavorazione dei derivati del latte.
A compimento di questi studi, il giorno 5 aprile, hanno visitato il “Caseificio Principe” dove hanno osservato i vari processi della produzione della mozzarella sia per quanto riguarda la lavorazione di tipo industriale che per quella manuale.
Il Dottor L. Angelillo, tecnico dell’alimentazione, ha risposto alle domande poste dalla classe, chiarendo ulteriori dubbi e soddisfacendo con professionalità mista a simpatia tutte le curiosità degli alunni e dei docenti. 
Il caseificio è molto attrezzato e alla fine della visita gli alunni hanno degustato dei bocconcini di mozzarella, gentilmente offerti dal proprietario.
Per i ragazzi è stata una bellissima esperienza:  hanno arricchito le loro conoscenze sulla produzione di questo prodotto noto ed invidiato in tutto il mondo e hanno anche avuto la possibilità di incontrare e confrontarsi con varie figure professionali, dal dottore tecnico dell'alimentazione, agli  operai responsabili  dei vari processi della lavorazione e produzione della mozzarella fino agli addetti alla vendita.


La classe II A



lunedì 10 aprile 2017

Teatro San Carlo

Pochi giorni fa,  la mia classe e altre cinque della scuola,  sono state  al teatro San Carlo. 
Sapevo che non mi sarei annoiata,  adoro la musica e in quel teatro è stata orchestrata e cantata tantissima  musica. 
È il  teatro più antico di tutta l'Europa settecentesca. 
Vivo a Napoli eppure non c'ero mai stata. 
Appena siamo arrivati non siamo entrati subito siamo andati vicino al mare per fare uno spuntino. Facevamo foto a raffica! Mentre camminavamo era un continuo via vai di gente che ci chiedeva di comprare. Anche all'ingresso del teatro. Veramente fastidiosi. Ho detto più no giovedì scorso che in tutta la mia vita. 
Quando siamo entrati sono rimasta con una faccia simile a quella dell’Urlo di Van Gogh. Ero un pò spaesata e mi sentivo piccola in quell’edificio che mi sembrava un palazzo reale: le pareti  color panna e le porte decorate in oro. Uno splendore. 
C'era una sala con delle statue di  compositori. Mi sono soffermata sulla statua di Domenico Cimarosa e ho fatto una foto buffa:  cercavo di prendergli la mano. Era un sogno. Pianoforti ovunque. Vecchissimi. 
Finalmente siamo entrati nel cuore del  teatro. Lo stupore è stato gigantesco. Un miscuglio di colori. Rosso e Oro. Mille posti come minimo. Ovunque mi girassi  vedevo sedie. 
Il soffitto è decorato con un quadro bellissimo. 
La guida ha cominciato a parlare e ci ha detto un mucchio di cose interessanti. 
Ci ha raccontato la storia del San Carlo. Il teatro è stato costruito per volontà del re Carlo lll di Borbone, inaugurato il giorno del suo onomastico. La sera prima dell'inaugurazione l'architetto si rese conto che non c'era un ingresso per il Re e cosí in una sola notte riuscirono a costruire un passaggio segreto. 
La guida ci ha detto che prima a teatro si mangiava, si beveva e si giocava perfino a carte. Mozart, entrando nel teatro,  disse che era il  più bello del mondo e che Napoli era la città che canta e che incanta, ma che i Napoletani erano (e sono) troppo rumorosi. Domenico Barbaria nell’800 pensò bene di far creare una sala per giocare a carte ed ebbe veramente molto successo. Anche Riccardo Muti ama il nostro teatro, dice che l'acustica  è fenomenale. 

Il palco reale è bellissimo:  è sormontato da una corona. Finché il re non applaudiva nessuno poteva farlo  e per guardare il re, il suo avvio all’applauso, nei palchi  ci sono degli specchi  inclinati in modo tale da poter guardare le azioni del re. Capitava anche che il re si addormentasse durante gli spettacoli, in quel caso si doveva aspettare che si svegliasse per applaudire. 
E ora le cose ancora più curiose. 
Il teatro é attivo adesso anche d'estate e  sotto le sedie c'é l'aria condizionata. 
Il San Carlo ha un orologio che funziona perfettamente: il braccio di  una statua dorata  indica  l'ora, ma a  girare non é mica la statua!  E’ il quadrante!
Ancora adesso l'orario é preciso e perfetto. 
C'era un grande stemma sul soffitto con tutti i simboli della famiglia dei Borbone, ma i Savoia li coprirono, però . durante un terremoto cadde proprio  la croce bianca dallo stemma sabaudo. Il palco, secondo  le parole della guida,  dovrebbe essere più grande almeno tre volte la sala principale. Ma non lo saprò finché non ci andrò per vedere un'opera:   non hanno aperto il sipario e il palco è rimasto un segreto.  Mi è rimasta una grande curiosità inappagata. Un’altra  cosa di cui mi lamento riguardo questa gita scolastica veramente molto bella e divertente è che siamo stati dentro il teatro per pochissimo tempo.
Mi sono resa conto  che vivo in una splendida città e voglio visitarla e vederla tutta. 
E’ una vergogna non conoscere la città dove si vive.
Viva la pizza e Napoli!

Sara Anzalone, III E

giovedì 2 febbraio 2017

Palazzo Montecitorio: visita d'istruzione.

Visitare le sedi del Parlamento  è occasione preziosa e rara: ciascun istituto scolastico può richiedere appuntamento per un solo gruppo di studenti nel corso dell'anno scolastico.
Per l'anno scolastico 2016/17 è stata accettata la richiesta di visita di Palazzo Montecitorio.
Il 19 gennaio 2017  il gruppo dell'Ada Negri, costituito da "rappresentanti" delle classi terze, ha avuto modo di addentrarsi nelle stanze e nei saloni della sede della Camera dei Deputati.


Il resoconto dell'esperienza nelle parole dei ragazzi.


Era novembre quando la prof ci parlò di questa visita di istruzione, ma noi, o almeno io, non le diedi molto peso. Poi a dicembre la prof ci disse che se avessimo voluto partecipare, avremmo dovuto  fare una ricerca, e i più meritevoli sarebbero stati scelti per rappresentare la scuola. Decisi di provarci e andai  anche bene, perché  fui scelta per andare a Montecitorio. Ero entusiasta. Il giorno prima della partenza è stato "Ansia":   mia mamma che  dice che devo chiamarla spesso, che devo farle sapere tutto, poi la paura di dimenticare qualcosa... insomma  dire che ho dormito la notte precedente la visita è una barzelletta.

Una volta arrivati a Roma sono rimasta un po' sorpresa da questa città sia perché è la capitale , ma anche per il fatto che stando lì pensavo che mi sarebbe mancata Napoli ma, scesi dal pullman mi sono resa conto che tanto diversa da Napoli non era, a parte il fatto che non si sentiva né l’ odore di frittura né c’era l’ ombra delle bancarelle nei vicoli. Davanti a Montecitorio subito ho pensato alla televisione e a tutte le volte che avevo visto quella facciata al telegiornale. 

L'edificio affaccia da un lato su piazza del Parlamento e dall'altro su piazza Monte Citorio. Ci siamo fermati davanti alla  grande facciata con tanti gradini che portano  ad un maestoso portone, solo che l'entrata dell'edificio non era quella. Di fianco alla scalinata, c'è una piccola porticina dove ci aspettava la guida, che si è presentata a tutti.

La guida  mi ha dato l’ idea di una poliziotta per il suo modo di vestire.

Per motivi di sicurezza è stato necessario il controllo con il metal-detector, e inoltre abbiamo dovuto consegnare tutti i telefoni;  mi sono apparse eccessive le misure di controllo previste.

La guida ha  spiegato la storia del Palazzo  illustrandoci le differenze architettoniche dei vari periodi storici in cui è stato realizzato spiegandoci anche le differenza fra i vari stili.
L'edificio è di   tre piani: su ognuno di essi vi sono  vari uffici, ma quelli più importanti sono sul secondo; oltre a  varie sale stampe, c'è  l'entrata dell'aula legislativa e le finestre s'affacciano sul cortile d'onore, dove c'è  la fontana. Siccome è un luogo importante, la visita è stata più che silenziosa, anche se la guida cercava di farci partecipare alla spiegazione.

Andiamo a vedere il corridoio, all'inizio mi sono detta "un corridoio, anche io lo tengo a casa, che sarà mai", non era come il corridoio che ognuno ha a casa, è  diverso, lunghissimo e larghissimo, con il pavimento rivestito da un tappeto rosso, mi sembrava di stare in un castello. Questo corridoio viene chiamato "Transatlantico", perché è caratterizzato da arredi che ricordano  le navi, infatti sul soffitto non c'erano lampadari ma delle plafoniere. Mi ha dato proprio la sensazione di tranquillità. Ai lati del salone ci sono delle camere, tra cui una chiamata "camera verde", perché ci sono dei lampadari verdi: è una sala lettura. Nel palazzo c'è addirittura l'infermeria!

Le stanze che più mi sono piaciute sono state quelle della Lupa, dove si trova la statua di una Lupa che allatta Romolo e Remo, e soprattutto la stanza delle donne: alle pareti ci sono  quadri delle presidentesse, e su una  parete ci sono  degli specchi, con scritto sotto "Presidentessa" o "Presidente". E'una cosa molto carina, che fa pensare che ognuno di noi, studiando, potrebbe diventare il prossimo presidente della Camera.

Successivamente ci hanno portato nella Camera dei Deputati e fatti sedere sulle tribune. La Camera  e' un ramo del Parlamento, l'altro ramo e' il Senato. Camera e Senato legiferano e approvano le leggi; la sede del Senato è a  palazzo Madama.

Il momento che non dimenticherò mai della visita è stato quando siamo entrati  nella Camera dei Deputati. Nonostante  fosse così grande, mi sentivo oppressa. Mi guardavo attorno un po’spaesata, e i colori scuri del legno mi facevano sentire come se avessi un  fiato sul collo. D’improvviso però è cambiato tutto. Il mio sguardo è andato verso l’alto e quelle sensazioni cupe immediatamente sono sparite. Mi sembrava di stare  in una serra,  per  quelle vetrate ad effetto giardino incantato. Nella mia mente in quel momento ero una farfalla e pian piano andavo sempre più in alto, liberandomi nel cielo. I miei pensieri sono stati  però interrotti dal parlare della guida, la quale spiegava proprio che le decorazioni del soffitto in vetro erano in stile liberty; davvero buffo eh? Liberty. Era  lo stile di  come mi sentivo io: libera!

Della visita a Palazzo Montecitorio sono pochi i momenti che veramente porterò dentro di me. Pochi non perché non mi sia piaciuto,anzi ringrazio per l’opportunità che mi è stata concessa, ma perché di momenti belli ce ne sono stati così tanti che ho dovuto fare un accurato esame per selezionare le cose davvero importanti. 



(Contributi di Michele Vaccaro III F, Chiara Maisto III F, Raffaella Pezzella III F, Francesca Astuccia III E, Vincenzo Paolone III E, Sara Liccardo III E, Aurora De Roberto III C)


Chi vuole avere un'idea visiva di ciò che riserva Palazzo Montecitorio, può "accontentarsi" della visita virtuale, cliccando sul seguente link.

Visita virtuale della Camera dei Deputati